Descrizione.

Il termine “Cybersuicide” descrive le varietà dei comportamenti e dei fenomeni inerenti la ricerca in Rete di informazioni circa i metodi per suicidarsi. Attraverso tale ricerca, la persona potrebbe entrare nei siti pro-suicidio, in cui si promuove la morte nei termini di una libera e positiva scelta personale. In questi dannosi siti o forum, si potrebbe interagire con persuasori del gesto, orientati a porre fine alla propria vita attraverso drammatiche e catastrofiche argomentazioni. Il fattore chiave dell’influenza negativa dei siti pro suicidio riguarda proprio la presenza delle informazioni dei vari metodi proposti per realizzare il suicidio (Gunnel et al., 2012).

Un tragico prodotto del Cybersuicide è il tristemente noto “Internet suicide pact”, un accordo ideato ed approvato su Internet fra persone, frequentemente tra loro sconosciute e geograficamente lontane, per suicidarsi insieme in un determinato tempo e luogo. Coinvolge persone socialmente isolate con depressione maggiore, le quali instaurano tendenzialmente tra loro relazioni platoniche d’amore ed amicizia, condividono il “romanticismo” del suicidio collettivo per fuggire da una realtà non tollerabile e da una società non accettabile. La prevalenza mondiale di questo fenomeno riguarda il Giappone (Starcevic, 2015). In Cina, le vittime sono prevalentemente i soggetti maschi fra i venti ed i trenta anni di età (Jiang et al., 2016). Ad oggi non risulta chiara la relazione causale tra il Cybersuicide ed i pensieri ed i comportamenti suicidari (Mok, 2015), probabilmente l’effetto contagio potrebbe aiutare a comprendere la diffusione di tale fenomeno (Haw et al., 2013)

Il caso di un suicidio collettivo di tre donne tedesche, ideato e pianificato via Internet.

Le persone usano Internet per cercare le informazioni correlate al suicidio e per discutere in Rete con qualcuno dei loro problemi correlati al suicidio. Infatti, oltre alla presenza di siti pericolosi, vi sono quelli di aiuto. L’accesso ad entrambi rappresenta un fenomeno comune tra i giovani, specialmente tra quelli con pensieri e comportamenti suicidari (Mars et al., 2015).
La Rete assume quindi caratteristiche positive e negative sulle persone vulnerabili, potrebbe fornire contenuti dannosi, immagini violente, canali di comunicazione per tormentare qualcuno, oppure essere una rete di supporto e gestione dei problemi correlati al suicidio, specialmente per quelle persone socialmente isolate (Daine, 2013).

Prevenzione.

L’uso di Internet correlato al suicidio rappresenta un utile marcatore del rischio reale di realizzare il gesto, potrebbe esser quindi inserito negli assessment clinici per i soggetti con ideazioni suicidarie (Mars et al., 2015).

Per facilitare l’identificazione dei soggetti suicidari su Internet, la American Association of Suicidology ha individuato i sei maggiori segnali di allarme per il suicidio, rintracciabili nei forum di discussioni presenti nella Rete. Sono l’ideazione suicidaria, il non avere scopi, l’essere in trappola, l’essere senza speranza, avere un’astinenza, l’impulsività (McSwain, 2012).

Su Twitter, il messaggio “want to commit suicide” è stato documentato quale il più frequentemente associato ai comportamenti suicidari. Si potrebbero quindi identificare e proteggere, attraverso il controllo delle autentificazioni di accesso su Twitter, gli individui in grado di compiere potenzialmente il gesto attraverso il controllo dei contenuti pubblicati (Sueki H., 2015).
Negli USA le provenienze geografiche delle conversazioni correlate al suicidio su Twitter ed i suicidi consumati hanno un alto grado di coincidenza, il Social Media potrebbe essere quindi un affidabile strumento per controllare in tempo reale il fenomeno del suicidio su larga scala (Jashinsky et al., 2014).

Sono state documentate le riduzioni di suicidi tra giovani grazie alle prevenzioni psicosociali adottate con le nuove tecnologie, piattaforme fondate su Internet o su telefonia mobile (Perry et al., 2016). I benefici della prevenzione attarverso i Social Media consistono nell’esprimere i propri sentimenti in un ambiente sicuro e supportivo, in cui ricevere supporto anche da altre persone con esperienze simili. Queste dinamiche interazioni creano un’ampia rete in cui gli utenti chiedono ed offrono reciprocamente aiuto (Robinson et al., 2015).

Molte persone con ideazione suicidaria tendenzialmente non cercano aiuto, gli strumenti di E-health (l’insieme delle risorse, soluzioni e tecnologie informatiche di rete applicate alla salute) servono quindi ad identificare queste persone ed offrir loro aiuto in tempo reale. L’efficacia della prevenzione in Rete aumenta in particolare quando si agisce sui pensieri suicidari quanto sulle condizioni generali della depressione (Christensen, 2014). Gli online self-help sono in grado di ridurre nel tempo tali pensieri, specialmente fra chi ha un passato di ideazione e pianificazione suicidaria (van Spijker, 2014). Sono molto utili ed apprezzati pure dagli adolescenti tra gli undici ed i diciotto anni di età (Robinson et al., 2015).

La pagina Facebook della National Suicide Prevention Lifeline.Pagina FaceBook Suicide Prevention Lifeline

 La pagina Twitter della American Foundation for Suicide Prevention.Pagina Twitter della American Foundation for Suicide Prevention

Trattamento.

La combinazione di psicoterapia cognitivo comportamentale e trattamento psicofarmacologico ha la maggior efficacia dimostrata sul comportamento suicidario (Jacobs, 2012) e sulla depressione maggiore con pensieri e comportamenti suicidari in adulti (Mewton, 2016) ed adolescenti (Alavi, 2013).

Un video illustrativo della psicoterapia cognitivo comportamentale. 

Per approfondire ed info: http://www.gianfilippoorsanigo.it/contact/

Bibliografia.

Alavi A., Sharifi B., Ghanizadeh A., Dehbozorgi G. (2013). Effectiveness of Cognitive-Behavioral Therapy in Decreasing Suicidal Ideation and Hopelessness of the Adolescents with Previous Suicidal Attempts. Iran J Pediatr. 2013 Aug; 23(4): 467–472.

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