Storia.

I siti a favore del disturbo alimentare, definiti “pro-eating disorder” (Pro-ED) sono largamente diffusi ed accessibili. Idealizzano la magrezza fino ad incoraggiare i disturbi del comportamento alimentare e della nutrizione, elogiano positivamente chi li attua o chi cerca di estremizzarli. Al contrario demonizzano chi non aderisce a queste pratiche. Forniscono suggerimenti per fare diete estreme e nascondere agli altri il proprio disturbo alimentare (Steakley-Freeman et al., 2015).
Chi scrive blog Pro-Ana (Pro Anorexia) afferma di farlo per alleviare l’ansia di vivere con lo stigma della sua malattia, grazie al supporto sociale ricevuto dagli altri utenti della comunità Pro-Ana (Yeshua-Katz, 2013).
Tali comunità accolgono negativamente chi rivela il proprio disturbo alimentare con l’uso di frasi inerenti emozioni negative correlate allo stigma (questo uso cresce in proporzione al numero di commenti negativi ricevuti), contenuti sociorelazionali e specifici sull’anoressia (Chang, 2016).
L’esposizione ai siti Pro-ED ha mostrato di poter indurre al disturbo alimentare, oltre a peggiorare l’umore e l’autostima (Bardone-Cone, 2007).
Dalle persone senza disturbi alimentari, i siti Pro-ED sono percepiti più pericolosi quando presentano termini riferiti a temi di controllo (Comando, disciplina, dominazione, regolazione, moderazione, restrizione), sacrificio (Sopportare, soffrire, sopravvivere, arrendersi, impegno morale) e solidarietà (Alleanza, insieme, lavoro di squadra, unito, unione, accordo).
La concettualizzazione della “Eating Disorder Lifestyle Choice”, la scelta di vivere con uno stile fondato sul disturbo alimentare, emerge da quei siti in cui sono presenti termini riferiti a temi di isolamento (Da solo, nascosto, desolato, distaccato, occultamento, privato, eremita, astinenza), solidarietà (Alleanza, insieme, lavoro di squadra, unito, unione, accordo) e successo (Realizzare, raggiungimento, ottenere, raggiungere, fortuna, premio, guadagno, vincere, vittoria, trionfo) (Steakley-Freeman et al., 2015).
La ricerca in Rete di termini Pro-ED presenta un temporaneo e notevole aumento quando una celebrità rivela la sua storia di disturbo alimentare (Lewis, 2016).

Un video anti Pro-ED. L’anoressia non conduce alla perfezione, quanto alla distruzione.

Thinspiration (Thinspo).

Dal “Pro-Ana” (Pro Anorexia) e “Pro-Mia” (Pro Bulymia) all’attuale “Thinspiration” (Thin Ispiration), abbreviato in “Thinspo”, questo nuovo termine, nato per uscire dalla pressione mediatica anti Pro-Ana ed anti Pro-Mia, descrive positivamente la magrezza quale meta positiva e normativa a cui ispirarsi, da raggiungere e conservare per essere considerati attraenti e vincenti nella nostra società occidentale.
Una ricerca con Google AdWords Keywords ha mostrato tredici milioni di ricerche effettuate con i termini Pro-ED, il più diffuso era “Pro-Ana”, mentre “Thinspiration” e “Thinspo” erano associati a quei siti percepiti con maggior pericolo (Lewis, 2012).

Un video motivazionale Thinspo.

Fitspiration (Fitspo).

Sono emersi all’attenzione degli specialisti i siti di ispirazione alla salute, definiti “Fitspiration”, abbreviati in “Fitspo”, poichè la maggioranza dei loro contenuti non si focalizza effettivamente sulla salute quanto sull’immagine. Questa pericolosa e non sempre vera associazione tra salute ed immagine costituisce una confusiva fonte di messaggi in grado di aumentare la preoccupazione per l’apparenza fisica, l’alimentazione e l’attività fisica (Boepple et al., 2016).
I siti “Fitspiration” hanno tematiche simili a quelli “Thinspiration”, condividono con essi alcuni messaggi potenzialmente dannosi, seppur con minor intensità, riguardo: perdite di peso; immagini di donne in fasi pre e post dimagrimento; immagini di donne in pose particolari per apparire più magre; messaggi per colpevolizzare alcune caratteristiche del corpo, del peso e delle preferenze alimentari; messaggi di stigmatizzazione verso chi non ha un corpo magro ed oggettivazione del corpo con immagini di parti del corpo femminile avvolte dal metro da misura (Boeppel, 2016).
Sono stati caratterizzati i consumatori di tre contenuti mediatici social inerenti salute e fitness: pagine Fitspiration, pagine Detox (in cui si propongono soluzioni purificatrici e disintossicanti), pagine Diet/Fitness (in cui si propongono piani per la dieta ed il fitness). La maggioranza dei consumatori sono ragazze adolescenti, con età compresa tra i quindici ed i diciassette anni, ed i soggetti maggiormente propensi al consumo di tali contenuti sono quelli con disturbi alimentari ed abuso di detox (Carrote et al., 2015).
L’elevata esposizione ad immagini Fitspiration pubblicate su Instagram ha mostrato di produrre effetti negativi sulla percezione della propria immagine corporea, documentati dall’aumento dell’umore negativo, dalla diminuzione dell’autostima verso la propria apparenza fisica e dall’insoddisfazione verso il proprio corpo. Questi risultati supportano i generali modelli socioculturali degli effetti mediatici sull’immagine corporea percepita e li estende ai “nuovi” media quali i Social Network (Tiggerman, 2015). L’attitudine a postare immagini Fitspiration su Instagram potrebbe inoltre rivelare una alimentazione disadattiva ed un eccesso di attività fisica (Holland, 2016).

Un video motivazionale Fitspo.

Prevenzione.

Poiché la maggior parte dei consumatori dei contenuti di salute e fitness sui Social Network sono le ragazze adolescenti, la prevenzione dovrebbe fondarsi sull’educazione alla selezione in Rete delle fonti di informazione con maggior affidabilità ed autorevolezza (Carrote et al., 2015).
Maggior consapevolezza si dovrebbe diffondere tra dietologi e nutrizionisti, i quali potrebbero aumentare la presenza di blog sul cibo salutare in quanto sono percepiti una credibile fonte di informazione con la quale interagire in Rete (Bissonnette-Maheux et al., 2015).
I genitori dovrebbero essere informati dell’esistenza di siti con contenuti pro disturbo alimentare, della loro facile raggiungibilità (Syed-Abdul, 2013).
Dovrebbero essere informati inoltre dell’esistenza e dell’utilità educativa dei molti video, presenti su YouTube, di opposizione alla diffusione dei messaggi pro disturbo alimentare. Hanno maggiori visualizzazioni e feedback positivi rispetto ai video Pro-ED e costituiscono un’efficace arma di prevenzione in quanto la piattaforma YouTube non censura i materiali pubblicati se non quando violano Diritti d’Autore (Oksanen, 2015).
Una nuova considerazione si richiede nella lettura dell’accesso ai siti Pro-ED in quanto i loro membri, nonostante rivelino depressione, ideazione suicidaria ed autolesionismo, dichiarano anche di cercare un trattamento appropriato, di aumentare il loro peso corporeo e sognare di procreare (Yom-Tov, 2016).
Da evitare l’errore di scrivere commenti negativi nei siti Pro-ED in quanto porta l’effetto controproducente di consolidare gli utenti Pro-ED nelle loro posizioni (Yom-Tov et al., 2012).
Al contrario, riconoscere la loro identità Pro-ED non innesca il pericoloso ciclo di escalation delle emozioni negative connesse allo stigma (Chang, 2016).
In Francia, la “promozione delle magrezza eccessiva” attraverso i mezzi di comunicazione, Internet compreso, costituisce un reato sanzionato con una pena detentiva di sei mesi di carcere e con sanzione pecuniaria di diecimila euro.
In Italia è stato proposto un disegno di Legge per il quale “Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l’altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a procurare l’anoressia o la bulimia, e ne agevola l’esecuzione, è punito con la reclusione fino ad un anno. Se il reato di cui al primo comma è commesso nei confronti di una persona minore degli anni quattordici o di una persona priva della capacità di intendere e di volere, si applica la pena della reclusione fino a due anni” (Senato della Repubblica, 2013).

Per approfondire ed info: http://www.gianfilippoorsanigo.it/contact/

Bibliografia.

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Bissonnette-Maheux, Provencher V., Lapointe A., Dugrenier M., Dumas A.A., Pluye P., Straus S., Gagnon M., Desroches S. (2015). Exploring Women’s Beliefs and Perceptions About Healthy Eating Blogs: A Qualitative Study. J Med Internet Res. 2015 Apr; 17(4): e87.

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Carrote E.R., Vella A.M., Lim M. (2015). Predictors of “Liking” Three Types of Health and Fitness-Related Content on Social Media: A Cross-Sectional Study. J Med Internet Res. 2015 Aug; 17(8): e205.

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Steakley-Freeman D.M., Jarvis-Creasey L., Wesselmann E.D. (2015). What’s eating the internet? Content and perceived harm of pro-eating disorder websites. Eating Behaviors, Volume 19, December 2015, Pages 139–143.

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