Descrizione.

Quando lo shopping ci compra, in termini commerciali, vendiamo parte dei nostri processi decisionali e delle nostre scelte razionali per il solo e puro piacere di comprare.

Quando fare shopping ha le caratteristiche di una dipendenza si parla di Shopaholism, un comportamento caratterizzato da acquisti continui, ciclici ed eccessivi, senza particolare utilità o apprezzamento. Manifesta in generale una reazione primaria al vissuto di eventi avversi ed emozioni negative. Risulta difficile da fermare, fino ed essere senza controllo, causando effetti dannosi a livello finanziario e relazionale con compromissione della qualità della vita (Black, 2012).

La compensazione emotiva ed i pensieri irrazionali riguardo lo shopping sono alla base dello Shopaholism. In particolare nelle donne, le strategie di evitamento dei problemi personali mediano la relazione tra stress e gravità di Shopaholism, mentre non ci sono differenze di genere nei pensieri irrazionali riguardo gli acquisti, che mediano la relazione tra il materialismo e la gravità dello Shopaholism (Ching, 2016).

La sua prevalenza copre il 5% della popolazione generale ed il 16,2% dei frequentatori dei centri commerciali (Maraz, 2016; Maraz et al., 2015).

Per quanto riguarda la sua manifestazione su Internet, sono state individuate alcune variabili in grado di predire lo Shopaholism in Rete: bassa autostima, bassa autoregolazione, emozioni negative, genere femminile, anonimità sociale, stress. Gli effetti prodotti sarebbero quelli classici delle forme di dipendenza: salienza, euforia, tolleranza, astinenza, conflitto, ricaduta (Rose, 2014).

Profilo del comportamento Shopaholic.

Chi mostra di aver un comportamento Shopaholic ha tendenzialmente una predisposizione al consumo di sostanze legali (alcol, caffeina) e non legali, alti livelli di impulsività e caratteristiche ossessivo-compulsive, bassi livelli di benessere, bassi livelli di autostima ed alti livelli di stress (Maraz et al., 2015). Rispetto allo shopper normale mostra differenti caratteristiche nelle scelte degli acquisti, maggiori uscite finanziarie, minor consapevolezza del budget e reazioni emotive particolarmente positive ed intense dopo l’acquisto (Lo, 2012).
La diffusione in Rete di video pro minimalismo aiuta ed ispira chi soffre di Shopaholism per cercare di cambiare le proprie abitudini.

Un racconto del cambiamento dallo Shopaholism al minimalismo. 

Un video con suggerimenti per il minimalismo.

Suggerimenti per fare shopping sano e piacevole.

Un’altra testimonianza del cambiamento dallo Shopaholism al minimalismo.

Trattamento.

I pensieri irrazionali riguardo gli acquisti e le differenze di genere sono variabili da considerare nel trattamento (Ching, 2016), oltre all’umore depresso, l’uso di sostanze, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività e la presenza in famiglia di persone con tendenze allo Shopaholic (Brook, 2015).

Gli strumenti per misurare il grado di Shopaholic sono la Bergen Shopping Addiction Scale (BSAS) (Andreassen et al., 2015), la Edwards Compulsive Buying Scale (ECBS), il Questionnaire About Buying Behavior (QABB) ed il Richmond Compulsive Buying Scale (RCBS) (Maraz et al., 2015).

Attraverso l’analisi di varie tecniche cognitivo-comportamentali è stato proposto un trattamento efficace, composto da dodici sedute (Lourenço Leite, 2014), caratterizzato da:

  • Introduzione al trattamento cognitivo-comportamentale;
  • Identificazione dei  comportamenti di acquisto problematici e normali;
  • Analisi dei costi e dei benefici dello Shopaholic;
  • Temporaneo congelamento delle fonti finanziarie quali le carte di credito e pianificazione di una sana gestione finanziaria;
  • Analisi delle reazioni (pensieri, emozioni, comportamenti) al “piacere nel comprare”;
  • Regolazione emotiva;
  • Ristrutturazione dei pensieri;
  • Esposizione con prevenzione;
  • Training per l’autostima;
  • Training per le abilità sociali;
  • Gestione dello stress e della soluzione dei problemi;
  • Prevenzione della ricaduta.

Per approfondire ed info: http://www.gianfilippoorsanigo.it/contact/

Bibliografia.

Andreassen C.S., Griffiths M.D., Pallesen S., Bilder R.M., Torsheim T., Aboujaoude E. (2015). The Bergen Shopping Addiction Scale: reliability and validity of a brief screening test. Front Psychol. 2015 Sep 17;6:1374.

Black D.W,. Shaw M., McCormick B., Bayless J.D., Allen J. (2012). Neuropsychological performance, impulsivity, ADHD symptoms, and novelty seeking in compulsive buying disorder. Psychiatry Research. 2012;200:581–587.

Brook J.S., Zhang C., Brook D.W., Leukefeld C.G. (2015). Compulsive buying: Earlier illicit drug use, impulse buying, depression, and adult ADHD symptoms. Psychiatry Res. 2015 Aug 30;228(3):312-7.

Ching T.H., Tang C.S., Wu A., Yan E. (2016). Gender Differences in Pathways to Compulsive Buying in Chinese College Students in Hong Kong and Macau. J Behav Addict. 2016 Jun;5(2):342-50.

Lourenço Leite P., Pereira V.M., Nardi A.E., Silva A.C. (2014). Psychotherapy for compulsive buying disorder: a systematic review. Psychiatry Res. 2014 Nov 30;219(3):411-9.

Lo H.Y., Harvey N. (2012). Effects of shopping addiction on consumer decision-making: Web-based studies in real time. J Behav Addict. 2012 Dec;1(4):162-70.

Maraz A., Griffiths M.D., Demetrovics Z. (2016). The prevalence of compulsive buying: a meta-analysis. Addiction. 2016 Mar;111(3):408-19.

Maraz A., Eisinger A., Hende B., Urbàn R., Paksi B., Kun B., Kokonyei G., Griffiths M.D., Demetrovics Z. (2015). Measuring compulsive buying behaviour: psychometric validity of three different scales and prevalence in the general population and in shopping centres. Psychiatry Res. 2015 Feb 28;225(3):326-34.

Maraz A., van den Brink W., Demetrovics Z. (2015). Prevalence and construct validity of compulsive buying disorder in shopping mall visitors. Psychiatry Res. 2015 Aug 30;228(3):918-24.

Rose S., Dhandayudham A. (2014). Towards an understanding of Internet-based problem shopping behaviour: The concept of online shopping addiction and its proposed predictors. J Behav Addict. 2014 Jun;3(2):83-9.