Descrizione.

Quando si parla di alti livelli di Performance ci riferiamo ai particolari stati mentali e fisici presenti durante la cosiddetta “Flow Experience” o “In The Zone Experience”, un’esperienza particolarmente gratificante e prestazionale, caratterizzata da un’attenzione profondamente focalizzata nell’attività presente (al noto “qui ed ora”), senza orientamenti al tempo passato o a quello futuro, in grado di far confluire il 100% delle nostre energie fisiche e delle nostre risorse mentali per raggiungere estremi picchi di Performance.
Questo accade poiché durante tale esperienza siamo liberi dalle distrazioni ambientali, sociali e dai nostri pensieri caratterizzati da emozioni di paura, rabbia, tristezza, stati d’ansia e di depressione.

La “Flow Experience” o “In The Zone Experience” si manifesta in qualunque genere di prestazione, da quella fisica a quella intellettuale, ed in qualunque campo, da quello del proprio lavoro a quello relazionale, sociale o della pura gratificazione personale (Csikszentmihalyi, 2005).

Cosa caratterizza questa esperienza?

La Flow Experience, quando raggiunta, sarà riconosciuta nel vissuto della persona dalla presenza di dieci fattori:

  • Sensazioni di controllo.
  • Feedback in tempo reale.
  • Attività percepita gratificante.
  • 100% del focus sull’attività presente.
  • Distrazione dalle nostre necessità fisiche.
  • Concentrazione ed attenzione focalizzata.
  • Presenza di obiettivi chiari e raggiungibili.
  • Sensazioni di pace e di calma, interiore ed esteriore.
  • Sensazione di non percepire il trascorrere del tempo.
  • Equilibrio tra il nostro effettivo livello di abilità e la realizzabilità dell’attività presente.

Training.

Attraverso il lavoro con lo Psicologo si costruiscono gli strumenti, fondati su teorie scientifiche con evidenze pratiche, per arrivare al top delle nostre Performance e raggiungere il nostro reale 100%, il livello oltre il quale sarà eventualmente necessario ristrutturare verso l’alto le nostre ambizioni ed alzare ragionevolmente i nostri nuovi limiti personali da raggiungere.

La Flow Experience, per esser identificata, costruita e raggiunta, necessita infatti di un training finalizzato a conoscere i nostri soggettivi funzionamenti psicologici, fisici e contestuali della Performance, oltre a conoscer le funzioni cognitive coinvolte per accorgersi in tempo reale del loro ruolo al fine di gestirle ed allenarle.
Grazie a questa psicoeducazione neuroscientifica la persona sarà in grado di apprendere gli strumenti di ricerca consapevole della Flow Experience.
Non si tratta di qualcosa di facilmente realizzabile, non sempre infatti, durante le nostre attività siamo liberi dal criticarci, dal non farci condizionare dalle pressioni esterne, dal percepire non gratificante cosa facciamo, dal non aver la sensazione di padroneggiare i nostri pensieri e le nostre emozioni (Swann et. al, 2012).

Lavorare con lo Psicologo aiuta quindi a creare una mentalità orientata al processo presente per considerare la qualità della nostra Performance:

  • Con maggior indipendenza dai risultati, poichè tendenzialmente questi potrebbero esser condizionati da altre variabili sulle quali non si ha sempre il controllo e/o la previsione.
  • Con maggior indipendenza dalle richieste ambientali, dalle aspettative altrui e dai nostri stati emotivi.
  • In relazione alle nostre motivazioni intrinseche, quelle in grado di far percepire la libertà e l’interesse personale di far qualcosa con passione e gratificazione.

Grazie allo Psicologo la persona apprenderà:

  • Le tecniche di attenzione selettiva e di percezione globale, finalizzate ad aumentare la padronanza del gesto tecnico e ridurre gli stati di stress psicofisico (Rothlin, 2016).
  • La creazione delle narrazioni Self-Talk, una serie di positivi dialoghi interni per la regolazione personale in qualunque circostanza (Hatzigeorgiadis, 2009).
  • Le tecniche di apprendimento e visualizzazione attraverso la Motor Imagery e la Visual Imagery, le ultime frontiere del training psico fisico e della riabilitazione motoria (Moran, 2012; Gregg, 2016; Wesch, 2016).

Descrizione animata della Flow Experience.

Per approfondire ed info: http://www.gianfilippoorsanigo.it/contact/

Bibliografia. 

Csikszentmihalyi M., Abuhamdeh S., Nakamura J. (2005). Flow, in Elliot, A., Handbook of Competence and Motivation, New York: The Guilford Press, pp. 598–698.

Gregg M.J., Jenny O., Hall C.R. (2016). Examining the relationship between athletes’ achievement goal orientation and ability to employ imagery. Psychology of Sport and Exercise Volume 24, May 2016, Pages 140–146.

Hatzigeorgiadis A., Theodorakis Y. (2009). Mechanisms underlying the self talk – performance relationship. Psy of Sport & Exercise, 2009.

Moran, A., Guillot, A., MacIntyre, T., & Collet, C. (2012). Re-imagining motor imagery: building bridges between cognitive neuroscience and sport psychology. British J. Psychol., 103, 224–247.

Rothlin P., Birger D., Horvath S., Grosse Holtforth M. (2016). Psychological skills training and a mindfulness-based intervention to enhance functional athleticperformance: design of a randomized controlled trial using ambulatory assessment. BMC Psychol. 2016 Jul 26;4(1):39.

Swann C., Keegan R.J. Piggott D., Crust L. (2012). A systematic review of experience, occurrence and controllability of flow states in elite sport. Psych sport & exercise, (13) 807-819.

Wesch N., Callow N., Hall C., Pope J.P., (2016). Imagery and self-efficacy in the injury context. Psychology of Sport and Exercise Volume 24, May 2016, Pages 72–81.