Descrizione

Chiarire il rapporto tra l’uso dei Social per la promozione personale della propria immagine ed i livelli di autostima costituisce ad oggi una necessità per chi lavora nel campo della psicologia e della sociologia, l’analisi dei comportamenti nello spazio virtuale fornisce informazioni sulle caratteristiche delle persone.

Si parla di esibizionismo e narcisismo per chi diffonde molti contenuti autocelebrativi, di invidia, rabbia ed in alcuni casi odio per chi riceve tali contenuti.

Le persone con alti livelli di narcisismo considerano le loro foto maggiormente attraenti rispetto a quelle altrui, tendono a postare molti selfie e foto di presentazione personale, ad aggiornare frequentemente la loro foto del profilo e trascorrere molto tempo su Instagram, in confronto alle persone con minor livelli di narcisismo.

Tali comportamenti sono associati ad alti livelli di esibizionismo e senso di grandiosità ed a bassi livelli di comando ed autorevolezza (Moon, 2016), tali caratteristiche sono coerenti con la necessità di compensazione, insita nelle personalità con tratto o disturbo narcistico. 

Si assiste quindi ad un uso molto frequente del Social a causa della “fear of missing out” (FOMO) (Przybylski, 2013), una paura di esser esclusi, di perdersi l’opportunità di aver le attenzioni altrui.  La relazione esistente fra uso frequente del Social e bassi livelli di autostima sarebbe mediata proprio dalla FOMO, la quale porta ad usare le tecnologie per definirsi socialmente attraverso la condivisione di grandi quantità di immagini personali, creando una biografia personale nella dimensione virtuale, tale da formare impliciti errori di pensiero quali “condivido quindi sono” (Buglass, 2017).

Una ricerca ha mostrato, attraverso l’uso di test psicologi quali: la Bergen Social Media Addiction Scale (BSMAS) per la dipendenza dall’uso di Social, il Narcissistic Personality Inventory-16 per i tratti di personalità narcistica e la Rosenberg Self-Esteem Scale per l’autostima, che le persone giovani, di genere femminile, senza relazioni intime durature, con bassi livelli di autostima ed alti livelli di narcisismo sono quelle con maggiori problemi di dipendenza da uso di Social (Andreassen, 2017).

Tale dipendenza ha un’associazione chiara con la riduzione della propria autostima e l’aumento di un’illusoria soddisfazione per la propria vita. In particolare, minore sarà l’autostima e maggiore sarà la dipendenza da Social al fine di aumentare la soddisfazione per la propria vita (Haw, 2016).

Vi sono credenze diffuse, per le quali vi siano maggiori emozioni di felicità, soddisfazione per la propria vita e riduzione del senso di solitudine nell’uso dei Social fondati principalmente sull’immagine, quali Instagram e Snapchat, rispetto a quelli fondati principalmente sul testo, quali Twitter. Probabilmente questo effetto si crede sia da attribuire al grado di “intimità” facilmente esprimibile, per la maggior parte delle persone, attraverso i contenuti visivi (Pittman, 2016).

La riduzione dell’autostima, oltre alla riduzione della qualità del sonno ed al parallelo aumento dei livelli di ansia e di depressione, si evidenzia particolarmente tra chi usa molto i Social negli orari notturni, un fenomeno definito “Vamping”, molto frequente tra gli adolescenti (Woods, 2016).

Una grande ricerca ha mostrato quanto sia essenziale, per gli adulti che gravitano intorno alla vita degli adolescenti, consultare lo Psicologo quando ci si accorge dell’uso problematico dei Social, ed in generale del tempo trascorso dall’adolescente su Internet (Leggi il mio articolo di approfondimento sulla dipendenza da Internet in adolescenza).
Le ragioni di tale considerazione risiedono nella funzione espressa dal mondo virtuale, quella di fornire una chance di compensare temporaneamente la propria autostima (Wiederhold, 2016).

Quindi, se la costruzione della propria autostima si forma, sia per gli adolescenti, sia per gli adulti, principalmente attraverso la Rete, si assiste potenzialmente alla comparsa di alcuni problemi nella vita reale quali l’isolamento sociale, l’ansia sociale, la depressione, problemi di sonno, problemi di concentrazione, riduzione delle energie fisiche e mentali, oltre all’evitamento generale di contesti ed interazioni nel mondo reale.

Per approfondire ed info: http://www.gianfilippoorsanigo.it/contact/

Bibliografia.

Andreassen C., Pallesen S., Griffiths M. (2017). The relationship between addictive use of social media, narcissism, and self-esteem: Findings from a large national survey. Addictive Behaviors, Volume 64, January 2017, Pages 287-293.

Buglass S., Binder J., Betts L., Underwood J. (2017). Motivators of online vulnerability: The impact of social network site use and FOMO. Computers in Human Behavior, Volume 66, January 2017, Pages 248-255.

Haw N., Samaha M. (2016). The Relations Among Social Media Addiction, Self-Esteem, and Life Satisfaction in University Students. Social Science Computer Review. First published date: August-10-2016.

Moon J.H., Lee E., Lee J., Choi T.R.,  Sung Y. (2016). ,The role of narcissism in self-promotion on Instagram. Personality and Individual Differences, Volume 101, October 2016, Pages 22-25.

Pittman M, Reich B. (2016). Social media and loneliness: Why an Instagram picture may be worth more than a thousand Twitter words. Computers in Human Behavior, Volume 62, September 2016, Pages 155-167 .

Przybylski A., Murayama K., DeHaan C., Gladwell V. (2013). Motivational, emotional, and behavioral correlates of fear of missing out. Computers in Human Behavior, Volume 29, Issue 4, July 2013, Pages 1841-1848.

Wiederhold B. (2016). Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking. June 2016, 19(6): 359-359.

Woods H., Scott H. (2016). #Sleepyteens: Social media use in adolescence is associated with poor sleep quality, anxiety, depression and low self-esteem. Journal of Adolescence, Volume 51, August 2016, Pages 41-49.