Descrizione.

Il contributo della religione (a prescindere da quale essa sia), storicamente, ha da sempre un ruolo essenziale sulla salute psicologica e sulla salute sociale dell’Uomo.

La religione promuove la salute attraverso la creazione di pensieri positivi, la frequentazione della comunità con la quale condividere ed esprimere la propria spiritualità, ed il supporto religioso, dal quale ricevere assistenza spirituale ed inclusione nella vita sociale (Weber, 2014).

Una revisione delle maggiori ricerche, riguardo la pratica religiosa e la salute psicologica, ha mostrato una maggior salute nelle aree della depressione, della dipendenza da uso di sostanze, nel suicidio, nelle persone religiose rispetto a quelle non religiose (Bonelli, 2016).

Attraverso lo strumento della Multidimensional Inventory for Religious/Spiritual Well-Being, sono state evidenziate le funzioni della religiosità e della spiritualità sull’incremento del benessere generale, in persone con disturbi nell’area dell’umore (Unterrainer ET AL., 2012).

La relazione tra la religiosità e la salute psicologica appare mediata principalmente dalla percezione di essere supportati emotivamente dagli altri, rispetto ad esserlo materialmente o socialmente (Honey, 2014).

Le variabili con cui si misura la religiosità consistono in:

  • Parte intrinseca, descritta nei termini di una principale ragione di vita, senza altri scopi, una struttura per vivere quotidianamente la religione nella quale credere (Gellman, 2013).
  • Parte estrinseca, descritta nei termini di  uno strumento per raggiungere altri scopi, non propriamente le credenze religiose in sé, quanto le relazioni sociali o le necessità basiche soggettive (Gellman, 2013).

Il ruolo del supporto religioso nella salute psicologica.

I benefici del supporto religioso sulla salute psicologica non si limitano semplicemente ad un incremento del supporto sociale o del soggettivo senso di religiosità, quanto al poter vivere quotidianamente la propria religione nella propria vita quotidiana, insieme ad altre persone (Stefan, 2017).

Attualmente si assiste ad un particolare interesse nella costruzione di strumenti scientifici controllati per difinire le inferenze causali, nel corso nel tempo, delle relazioni tra il supporto religioso e la salute psicologica (VanderWeele, 2016).

Le analisi dei comportamenti finanziari hanno mostrato una correlazione tra il grado soggettivo di spiritualità e la la predisposizione etica al consumo. Quest’ultima appare maggiore nelle persone con un’elevata identità morale (Vitell, 2016).

Per quanto riguarda il contributo nella riduzione degli effetti della depressione, una ricerca longitudinale di 30 anni, effettuata su 754 persone, ha mostrato una proporzione tra l’alta frequenza del supporto religioso e la minor gravità delle caratteristiche della depressione (Zou, 2014).

Vi sono evidenze riguardo la minor presenza delle emozioni di ansia e di paura verso la morte nelle persone con credenze religiose di altre forme di vita oltre la morte terrena, rispetto alle persone non religiose (Flannelly, 2017).

Poiché la frequenza del supporto religioso si associa a minori rischi di mortalità generale, specialmente fra le donne, la religione ed il supporto religioso sono quindi considerate variabili da esplorare dagli esperti della salute fisica e della salute mentale, al fine di attivarle in qualità di risorse fondamentali (Li, 2016).

Una vasta revisione sistematica ha analizzato 89 articoli scientifici presenti in letteratura, pubblicati negli ultimi 10 anni, che indagano la relazione tra religione e suicidio, con l’obiettivo di identificare quale specifica dimensione della religione protegga le persone verso tale gesto anti conservativo. Il supporto religioso ha mostrato di esser la maggior funzione di protezione contro la pianificazione suicidaria (Lawrence, 2016).

Probabilmente tale effetto si crea, nei contesti del supporto religioso, attraverso la regolare pratica della gratitudine e del viver emozioni positive, elementi associati al prevenire e limitare le ideazioni ed i comportamenti anti conservativi (Krysinska, 2015), aumentare la qualità del sonno, diminuire gli stati di infiammazione fisica (Mills, 2015).

La ridotta presenza, o la assenza, del supporto religioso costituisce un elemento in grado di predire la mortalità generale (VanderWeele, 2017).

Il ruolo del supporto religioso nella salute sociale.

La salute sociale delle persone implica la interazione con gli altri, la condivisione, la partecipazione alla vita pubblica.

Le istituzioni politiche e religiose hanno la responsabilità di assolvere a tali funzioni, creando quindi le condizioni per favorire la partecipazione per le persone in condizioni normali di salute, ed in particolare per quelle con problemi di salute.

Ad esempio, un’ampia ricerca, effettutata su 5573 persone con storie di Traumatic Brain Injury (lesioni cerebrali da trauma), ha mostrato, attraverso l’uso di alcuni strumenti psicologici quali la Satisfaction with Life scale (SWLS), la Generalized Anxiety Disorder (GAD-7), la Patient Health Questionnaire (PHQ-9), quanto sia essenziale il supporto religioso nell’aiutare la salute sociale.

Da questa ricerca sono emerse le considerazioni cliniche per integrare, all’interno dei protocolli di riabilitazione in persone con Traumatic Brain Injury, la funzione sociale del supporto religioso (Philips et al., 2016).

Le funzione di integrazione sociale nella propria comunità ed aumento della qualità della vita, in persone con Traumatic Brain Injury, erano state precedentemente sostenute, con particolare enfasi, in una autorevole review (Ritchie et al., 2014), poiché considerati obiettivi principali del processo di riabilitazione.

Bibliografia.

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